Alcune cose che non sapete e che non v'interessava sapere su di me, tutte concatenate l'una all'altra.
1. Ho un pessimo rapporto con la mia faccia. Non nel senso che io mi ritenga brutto, ma nel senso che non mi riconosco in quel che gli altri ci vedono. Non credo di essere uno con gli occhiali, per esempio.
2. Odio feisbuk ma mi ci sono reiscritto per la band (prima di scoprire che non è affatto necessario iscriversi con un nome vero) e pur sapendo che funziona così m'innervosisco quando qualcuno commenta un link senza leggere il contenuto, o buttando lì una battuta possibilmente fuori tema. Suppongo che questo faccia di me uno con gli occhiali.
3. Sono un antiberlusconiano convinto e ho solo paura che lo diventeremo tutti ma solo quando sarà troppo tardi per tornare indietro.
4. Traduco per Mondadori, e non la considero un'incoerenza, non mi ritengo un corpo estraneo, credo anzi, supportato da delle recenti sentenze, che il corpo estraneo in Mondadori sia qualcun altro.
5. Non credo di aver mai consegnato un lavoro alla giusta scadenza, mi giustifico però pensando di averli consegnati tutti al momento giusto. Frasetta simpatica, ma non mi toglie i sensi di colpa verso le persone che ricevendo i testi in ritardo dovranno stressarsi per colpa mia. E anche i sensi di colpa non servono a risolvere il problema.
6. Non ho mai capito il tempo. I minuti diventano mesi senza che io me ne accorga. Dico sul serio, l'ho scoperto con le traduzioni. Se ho duecento pagine da tradurre in tre giorni, sono perfettamente convinto di farcela. Solo la crescita delle unghie sui tasti mi riporta alla realtà, al tempo. Ultimamente mi stanno salvando dei quadratini.
8. Non è che mi piaccia il piccante, è che non mi dispiace. Non ho mai trovato qualcosa di sufficientemente piccante da farmi dire "non ce la faccio a mangiarlo".
9. Mi manca molto mio padre. Non penso molto a lui e non vado mai al cimitero, ma mi manca in moltissimi modi e lo sento presente in altrettanti, e questo me lo fa mancare ancora di più. Vorrei non mancare così tanto a mia figlia quando non ci sarò più, e mi fa paura anche il contrario.
10. Vorrei guardare più film.
11. Vorrei ardentemente trovare della musica rock da ascoltare con l'entusiasmo e la curiosità di una volta, ma mi sembra tutto già sentito e poco sincero.
12. Prima di fondare una band e di avere una bambina mi sentivo incompleto.
13. Detesto la maggior parte dei preti e tutti quelli che credono di saperne di più degli altri, e quelli che sgomitano per passare avanti fregandosene del prossimo.
14. Odio la maggior parte dei miei connazionali, odio i politici da teleschermo e odio le chiacchiere da bar sulla politica. Odio anche il modo in cui la gente di sinistra si chiude a riccio senza cercare di capire e rapportarsi a quelli che votano berlusconi; e odio questi ultimi. È un guaio, c'è un muro fra due Italie, e dalla parte dove mi trovo io ci sono altri muri ancora.
15. Quando vado a fare la spesa e un vecchietto non interpellato mi consiglia una buona schiuma da barba, basta poco così per riconciliarmi con il mondo.
16. Credo che l'elezione di Obama sia stata un bellissimo avvenimento, ma non credo che il Nobel a Obama sia stata una gran bella mossa; sono deluso dal summit di Copenhaghen e dall'invio di nuovi soldati in Afghanistan e mi aspetto molto di più da lui.
17. In generale, mi fa paura il culto della personalità, perché troppo spesso si sovrappone alla conoscenza vera della persona e delle sue azioni.
18. Da bambino ho visto "L'invasione degli Ultracorpi" di Don Siegel e per mesi ho avuto paura di andare a dormire. Tuttora quando mi guardo intorno ho spesso il sospetto che molte delle persone che ci sono in giro non siano persone vere, ma baccelloni sostituiti nottetempo.
19. Mi commuovo spesso guardando i cartoni animati al cinema (l'ultima volta è stato con "Up").
20. In genere non considero la commozione un granché di sentimento, la vedo più come un impulso; quando vedo le scene madri dei film americani con la musica d'archi, quando facendo zapping becco qualche scena da "C'è posta per te" o "I fatti vostri", mi dico che la commozione è un sentimento di bassa lega, della stessa categoria dell'ira e della foia (cose tutte necessarie, addirittura belle, specie l'ultima, ma che vanno capite e non seguite alla cieca).
21. Non credo nella pena di morte, la considero un'assoluta e inutile barbarie, proprio perché un'istituzione non può agire per vendetta o per soddisfare l'emotività popolare.
22. Sono convintissimo che potrei uccidere se qualcuno facesse del male a una persona che amo.
23. Conosco pochissime persone capaci e desiderose di ascoltare e capire fino in fondo, e sono le uniche alle quali riesco davvero a voler bene.
24. Il problema è che "fino in fondo" nel mio caso può significare anche diverse ore di monologo al giorno.
25. Un'altra via per conquistare la mia amicizia è quella di lusingarmi o farmi ridere.
26. Non sono convinto che poi tante persone siano lì in fila per essere mie amiche, a dir la verità. E la cosa mi dispiace perché vorrei conoscere e parlare per ore con tutti.
27. Sono profondamente convinto che stiamo perdendo il senso del bello. E non credo che la bellezza esteriore sia una cosa stupida o superficiale. Temo solo che sia stata troppo codificata, sputtanata, levigata, insiliconata, incellophanata, photo-scippata. Le cose deragliate, scrostate, vecchie, possono essere bellissime per me. Non per questo trovo belle le discariche.
28. Nella mia vita mi sono successe tante, tantissime cose, molte più di quelle che potrei raccontare, e molte di più di quelle che avrei potuto tollerare di affrontare se qualcuno me le avesse predette. E invece pare che le risorse di un essere umano, compresa la capacità di ridere, non si esauriscano mai.
29. Se un giorno dovessi scrivere un romanzo, sappiate che tutte le cose che vi convincono poco, che vi sembrano poco plausibili, proprio quelle lì sono tutte vere.
30. Se ci penso, ho trentasette anni, stranamente cinque in meno di quando ne avevo trentadue. Ma probabilmente è solo che ancora non ho capito il tempo.
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