martedì 16 ottobre 2007

Ed eccolo, finalmente...

(messaggio auto-promozionale) :-)

Le Memorie dello Squalo, Steven Hall, un quattrocentin'aio di fottutissime pagine di sangh' sudor' ellàcreme narrativ'traduttorie, quindici euro circa.
Idea di fondo geniale, narrazione dai ritmi prima lentissimi poi via via più serrati, scrittura qua e là esageratamente enfatica (ma notevolmente migliorata dalla traduzione, ehm, ehm), bella capacità di tenere il lettore avvinto come l'edera (non mancano i punti morti, su quattrocento pagine, sia chiaro, ma la curiosità vince sempre), qualche cazzotto allo stomaco, citazioni a tinghité (troppe?), un paio di punti veramente commoventi (uno in particolare mi ha strappato la lacrimozza), un finale che forse... ehi, tieni il becco chiuso, yako.
(Ah: anche l'occhio vuole la sua parte, mi ha telefonato ieri con aria minacciosa: la copertina è meravigliosa e quantomai appropriata, come potete vedere.)
Consigliato ai fan della sci-fi cerebrale e un po' pantofolaia all'inglese (avete presente Doctor Who? È la prima cosa che mi è venuta in mente leggendo il romanzo, e solo in seguito ho scoperto che Hall è davvero un fan di questa serie), metà borgesiano, metà danbrowniano, qua e là una mezza coelhonata, che in totale fa pur sempre un libro e mezzo, scusate se è poco.
Voto al romanzo: 7- (ah, se te meno, Steven...)
Voto alla traduzione: 9 (che tanto, se non me lo dico da solo... huah huah huah...)


Ah... Cliccate sul titolo di questo post per ascoltare (in inglese) l'inizio della storiella.








Ri-ah... in omaggio all'autore, questa è una recensione liquida, che vedrete cambiare in maniera inattesa da un momento all'altro, un giorno potreste ritenerla entusiastica e stuzzicante e quando vi ricollegherete per dirmi "ma perché cazzo me l'hai fatto comprare?" potreste con grande disappunto grattarvi il capo nel ritrovarci in mezzo qualche frase dissuasiva; potreste pentirvi di non averlo ancora preso e proprio in quella leggerci un caldo invito a farne la vostra bibbia da comodino vita natural durante. Questo messaggio si autodistruggerà quando cadrà in una lenta e progressiva spirale di depressione abbandonandosi all'alcol e agli stravizi.




Postilla a un paio di mesi di distanza:
adesso che il post è sceso giù, sepolto dagli altri, posso fare qualche concessione in più... ho qualche piccola gustosa curiosità da rivelare ai lettori più attenti di questo blog (e di questo libro). Scrivetemi -yakobatchee[AT]ya h oo.it- e vi rivelerò qualcuno dei segreti nascosti di questo libro. Non tutti, però, e non a tutti rivelerò le stesse cose... potete anche farmi qualche domanda, ma non aspettatevi risposte semplici e dirette... qualche buon indizio sì, volentieri.

18 commenti:

Anonimo ha detto...

ecchecavolo! adesso mi tocca comprarmelo...
non è carino, approfittarsi così delle debolezze altrui, no, non è per niente carino.
congratulazioni, yako!

Heike ha detto...

buonuomo, intendo acquistare il suo prodotto, stante la bella copertina e le sue convincenti parole. Sarebbe così gentile da darci - ad ogni modo, e se le va - una rapida infarinatura dell'argomento proposto?
Cortesemente le porgo i miei ossequi.

Giuseppe Iacobaci ha detto...

E chette devo dì? C'è 'sto Eric che se sveja e nun se ricorda gnente, 'porello. Er bijetto dice "Se leggi sto bijetto, vor dì che t'è ricapitato, mannaccia. Va' dalla dottorezza Randle che t'ajuta, firmato er primo Ericche." Quello se gratta er capo ("Er primo ericche? e io allora che so', er seconno?") e cce va'. La dottorezza je dice, "Ogne tanto te perdi 'a memoria, fijolo mio, nun te preoccupa', è successo da quanno che t'è morta la regazza 'ngrescia." "La regazza ngrescia? Ecche è? Cciavevo 'na regazza ngrescia?" "Sì, cciavevi 'na regazza ngrescia, e me raccomanno, se er primo ericche te manna antre lettere me raccomanno, nun le leggere che te vene n'antro sciocche e te riperdi la memoria, fijolo, portemele ammè, nun le legge mancommazzatooo!"
Ericche torna a casa che se gratta er capo, porello, e legge n'antro bijetto che dice "Nun te fida' de la dottorezza, sta' a ddì le solite fregnacce, aspetta che te manno quacche antra lettera e te spiego tutto, firmato er primo Ericche."
Ericche pensa, "Ma nnate npo' a favve @#ò°," po' cce ripenza e comincia a esplora' 'sta casa che nun conosce, ppe cerca' de capicce quarcheccosa, però...

Heike ha detto...

interessante anzchenò. Bene buonuomo, mi ha definitivamente convinto all'acquisto, con questa sua disamina che ricorda la narrazione di un lungometraggio cinematografico che ho assai ammirato - indubbiamente la storia segue poi su binari differenti.
i miei ossequiosi ossequi

Anonimo ha detto...

ops... giuro che non avevo ancora visto niente quando ti ho scritto via e-mail.
Temo che ora lo sforzo non valga più :(
rea di aver passato troppi giorni incollata alla tastiera, senza la consapevolezza di cosa mi accadeva intorno.
Altro libro che leggerò, sperando di non aspettare tanto tempo come ho fatto per Cargo di orchidee...

Giuseppe Iacobaci ha detto...

Cargo di Orchidee, Cargo di Orchidee, Cargo di Orchidee, Cargo di Orchidee, Cargo di Orchidee! Il libro più bello che io abbia mai tradotto, e quello che mi rappresenta meglio come traduttore, credo...

Unknown ha detto...

io ho iniziato a leggerlo ieri.. bellissimo! e oggi incuriosita dall'autore a me sconosciuto mi precipito a cercare riferimenti online e trovo la tua "raccomandazione".. condivido in pieno!
a quanto la traduzione integrale in romanesco???
ps. complimenti mò me vado a spizzà tutto il tuo blog....

Giuseppe Iacobaci ha detto...

Al massimo potrei tradurlo in catanese! (a proposito, chiedo perdono ai romani veri!) :-))) grazie isabella, e buono "spizzamento" di blog.

Anonimo ha detto...

aaaaaaaaaaaah, dopo mille anni capisco chi sei.
ma bravo! :)

dottord ha detto...

Lo sto leggendo.

VitaVagabonda ha detto...

Carissimo Yak. Prima di tutto, dobbiamo ametterlo: quella copertina è stupenda. Poi, parlando di squali, lo so che se c'è stato sangue nell'acqua, era il tuo. _Raw Shark_ l'ho cordialmente odiato in inglese (ehi, sai però come sono fatto io) ma, un'altra volta, hai compiuto la magia yakuziana -- hai fatto una traduzione che è meglio dell'originale. E chi dice che non *scriviamo* traduzioni? Le scriviamo eccome. Congrats.

Giuseppe Iacobaci ha detto...

troppo buono wen... è solo che mi vuoi bene. :-)

Lord ha detto...

complimenti, traduzione da paura...
sono Enoch, del blog Stones From The Sky, ovvero gestisco il forum italiano sui neurosis e tutta la nostra musica made in italy più particolare e repressa...

è un piacere...

Michele

Giuseppe Iacobaci ha detto...

Piacere mio... e grazie per le lodi, davvero. La... paura, è presa a me, quando l'ho letto in originale e mi sono reso conto che il traghettamento spettava proprio a me... :-)
Bello il tuo forum, e fa piacere leggere interventi così appassionati su questo libro. Quanto alla musica particolare e repressa, sto dalla tua parte, forse perché anch'io sono un po' particolare e un po' represso (o depresso?). :-)))

Lord ha detto...

già visitata, e complimenti, vi ho addato ;)

se volete proporvi ad un pubblico più vasto c'è il forum che ormai è popoloso...

:)

Anonimo ha detto...

Prof. Max Tegmark Dept. of Physics, MIT 70 Vassar St, Rm 37-626B Cambridge, MA 02139 e' lui?
Anais

Giuseppe Iacobaci ha detto...

ehee... fuochino... però la cosa davvero importante è capire perché Tegmark... ma potresti trovare qualche indizio più interessante in una libreria... uno scaffale... un volume... dentro al volume! :-)) fammi sapere.

Anonimo ha detto...

ci proverò. promesso.
Anais