- E tu, tu invece, che lavoro fai?
- Io sono, sono traduttore.
- Aah. Tipo quella di Maurizio Costanzo, come si chiama.
- Chi dici, Olga Fernando?
- Eeh, Fernando. E sai un sacco di lingue perciò.
- Mah, veramente...
- In che lingue traduci?
- Dall'inglese e dal francese, verso l'italiano. Però Olga Fernando non è una traduttrice, è un'interprete.
- Aah, infatti, perché certo è diverso. E sai solo l'inglese e il francese?
- Fondamentalmente io so l'italiano, e forse nemmeno quello... A volte persino il madreli...
- Certo... Mia figlia ha fatto inglese l'estate scorsa a Edimburgo, un fuel immèrscion. Se la senti parlare... Pare un'inglesina. Secondo me è precisa per questo lavoro. Ma dove si prende questo diploma? Ci vuole il diploma no?
- Io l'ho preso all'università di Genova.
- Qua in Sicilia non sono buoni, vero? E certo, sempre le cose siciliane, sempre così, male organizzate.
- Veramente non lo so, non credo, io sono andato lì solo perché la mia ragazza abitava da quelle parti.
- Ma perciò lavori per la Sgs Thomson, vero?
- No, no, traduco libri.
- Vaaa. Ma libri famosi, tipo IsabellaLLènde?
- No... traduco dall'inglese e dal francese.
- Ma tipo, famosi, importanti te ne capitano?
- Me ne sono capitati di molto bravi.
- E si guadagna bene, vero?...
- Mmhhhh...
- Certo, è un bel lavoro, conosci un sacco di stranieri, vedi persone...
- Hmmmmmhhhh...
- Un sacco di soddisfazioni... Ma perciò tipo la ALLende chi la traduce? Dev'essere qualcuno raccomandato, vero? In queste cose ci sono i soliti giri, si sa...
- Ma che giri?
- Dico, tradurre un libro bello, importante, non è che glielo fanno fare a tutti, è giusto?
- Ma io ho tradotto un sacco di cose belle.
- Tipo?
- Tipo... Tipo Kranzfrek Gotminak. Lo conosci, vero? Ha vinto il premio Nobel per la letteratura. Lo conosci, no? Ne hanno parlato, i giornali.
- Eh, sì, mi pare.
- Ma certo, hai presente "Il nitrato dei cavalli?". Quello l'ho tradotto io.
- Vaa. E perciò certo, ha vinto il Nobel...
- Pensavo che non lo conoscessi, Kranzfert Gudminac.
- Ma no, ho letto qualcosina mi pare.
- Ah, sì? E cosa?
- Una volta, mi pare, se era lui, se l'era comprato mia cognata, questo dei cavalli, ma così, velocemente, c'era questa storia dei cavalli...
- Eeeh. Ma Guzminask mica si può leggere frettolosamente. È un esponente della Mastarkstruurmgangaende Igagaaendesz, praticamente una frangia deviata del destrutturalismo bulgaro.
- Ma perciò è bulgaro, vero? E però scrive in inglese, in francese...
- No, no, lui è uzbeco. Però è facile, un po' di uzbeco di base si fa in tutte le scuole di traduzione, uzbeco e swahili sono materie fondamentali perché hanno l'uso dei verbi simile a quello del sanscrito antico, quindi bisogna per forza conoscerli. Di sicuro li fanno anche a Edimburgo, per forza, ormai si fanno ovunque.
- Eeh. Uuuuh, mih, si è fatto tardi, a proposito devo andare a prendere la bambina a scuola.
- Certo. Vai, vai.
*Billy Bragg
1 commento:
uno spettacolo! =)
G.
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