La seguo da sempre. Tregua è uno dei miei dischi preferiti in assoluto (ne ho un migliaio, ne ho ascoltati molti di più). Ha appena ha reinciso dei brani in inglese per sfondare all'estero. Non so se merita il successo (nel senso che magari è una punizione, e non so la sua musa se sia stata tanto cattiva da meritarsela, non credo), ma di campare di musica glielo auguro, quello sì. So solo che la Carmen nazionale ci ha provato in Francia, con pessimi risultati (il suo disco alla FNAC francese esiste, ma ben nascosto nei cassetti, se lo chiedi forse lo trovano... ma perché chiederlo? chi andrebbe mai in Francia a chiedere spaghetti? E i francesi, senza promozione alcuna, perché mai dovrebbero sapere che esiste? E poi, perché dovrebbero comprare un'italiana che canta in francese?). Non credo che la Donà avesse bisogno di reincidere le sue canzoni in inglese per avere successo all'estero. Certo mi farebbe piacere vederla in classifica negli Stati Uniti (e magari qui no). Sarebbe un bello smacco per gli italioti.
Vorrei che questa cosa del successo non diventasse un'ossessione. Ma siamo sicuri che la quantità di gente che ti segue sia un giusto criterio di valutazione? La Mescal finora ha commesso qualche errore nel voler allargare a tutti i costi il raggio d'azione dei suoi musicisti. Esempi?
I La crus, che dopo di "Dentro me" non hanno azzeccato un album. I Bluvertigo di "Zero" e il Morgan solista. I subsonica in toto. Gli Afterhours li salverei. Non altrettanto i Marlene Kuntz con Skin: ottimi ingredienti per un'accoppiata disgustosa... Sarà dall'accoppiamento Godano-Skin che sono nate le orride Vibrazioni? Oppure da un rapporto omosessuale tra Godano e Cremonini dei Lunapop? Peccato per questi passi falsi (peraltro, i Marlene mi piacciono tanto), che dimostrano quanto sia difficile l'equilibrio tra capra e cavoli, panca e tavoli, moglie piena dei paesi tuoi senza prender botte da orbi ubriachi.
Vorrei che i musicisti fossero come i panettieri di paese, che tutti vanno a prendersi la scorta quotidiana e pagano quel tanto per star bene (entrambe le parti, compratori e venditore). O come i pazzi: la creatività è un handicap, e quindi una pensione minima garantita spetta, a chi ci rende felici.
Vorrei che non scaricassimo dal web la musica di artisti così ancora poco noti. E vorrei che la donà facesse ancora tanti dischi, lei che non ha ancora sbagliato mai.
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