lunedì 30 agosto 2004

My Lovely Man*

Ho fatto un giretto per Bloghdad, il bellissimo blog di Enzo Baldoni.
Mi spiace davvero averlo conosciuto così, vedendo il suo simpaticissimo faccione al telegiornale.
Doveva essere una bella persona, questo ho pensato, subito. La sua simpatia, la vivacità dei suoi occhi, la sincerità del suo sorriso, la goliardia e la sfrontatezza della sua umanità esplodevano da quelle foto, sfondavano il muro del video e mettevano come in "mute" i commenti retorici dei giornalisti, le notizie sulle indagini in corso, i titoli in sovrimpressione, la morte, la morte stessa.
Doveva essere una bella persona, Enzo Baldoni. Lo si capisce dalla dignità della sua famiglia, dagli occhi limpidi della moglie e dei suoi figli.
Anche i pacifisti muoiono, ha detto qualcuno. Non aveva paura degli iracheni, erano i carri armati americani a spaventarlo, e questa leggerezza gli è costata cara, ha detto qualcun altro. Parole terribili, ciniche, spietate. I pacifisti muoiono come tutti, e non necessariamente di sventatezza o d'ingenuità. I pacifisti veri non sono quelli come me che appendono un lenzuolino colorato al balcone, ma quelli che si gettano a capofitto nella guerra per capirla, per raccontarne le incongruenze, le follie, gli strappi della trama; per tapparne le falle, anche nei limiti in cui un solo uomo può farlo.
Baldoni era un uomo coraggioso, lucido, e sapeva benissimo a cosa andava incontro.
Qualcuno potrebbe considerare (facilmente) profetiche le sue parole del 24 luglio, poco prima della partenza... Io, che nel destino e nelle coincidenze non credo, penso le abbia scritte per scaramanzia, forse; di certo con gran consapevolezza, lucidità; con ironia. Gioca spesso, con la morte, Baldoni, nel suo blog. Perché la morte gli sta intorno, la respira, ne sente l'alito sul collo, come di certo tutti i giornalisti in Iraq. Non stava andando a fare una passeggiata, e questo lo sapeva bene. Ma non era nemmeno andato a cercare la morte. Solo la verità.
Adesso non erigiamo comode statue, che con la distanza del loro piedistallo giustifichino la nostra inedia. Non creiamo eroi. Enzo Baldoni era una bella persona.
Esistono ancora belle persone così, e ne esistono molte, credo; non è giusto aspettare che muoiano per rendere loro omaggio, per dare loro ascolto, per cogliere il loro buonsenso e la loro umanità.
Però un omaggio, una visione, una lettura ci vuole.
Visitate bloghdad.splinder.com, e conoscerete il racconto in prima persona e le bellissime foto dell'ultimo viaggio di un uomo tenero, attento, vivo.
Vivo.


*Red Hot Chili Peppers

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