lunedì 21 maggio 2018

Words

Sapete quanto io sia critico nei confronti di facebook, ma ne sono al tempo stesso un utente entusiasta. Ci sono cose che detesto qui, ma è meraviglioso vedere la gente SCRIVERE. Ci sono persone che a ogni post mi fanno godere, i cui ragionamenti mi fanno sentire meno solo (sapete benissimo chi siete).
Ecco, ho provato instagram e twitter, il primo soprattutto lo uso abitualmente ormai (a proposito, mi trovate come longhair_inthreestages, è un profilo a metà fra la band e gli affaracci miei) ma devo dire che non c'è paragone.
Io amo troppo le parole!
A volte mi prende la paura che, come dicono alcuni, il futuro sia Instagram. Che pian piano si cominci tutti a comunicare fra noi solo per immagini e cuoricini. Questa cosa mi angoscia. Già il pensiero è abbastanza in disuso, l'approfondimento sacrificato, già ci capiamo poco e approfondiamo poco così, non ditemi che un giorno comunicheremo il nostro stato d'animo solo per immagini, per quanto belle e geniali (e alcune lo sono davvero, su instagram), che ci racconteremo le nostre esperienze e le nostre arrabbiature solo con hashtag e didascalie striminzite.
Ho bisogno di sapere che useremo sempre le parole, come Facebook - con tutti i suoi difetti enormi - ci ha costretto a fare, che conterà sempre più essere belli dentro che fuori (io che già applico fondotinta verbale nei post per nascondere la bruttezza interiore, non avrei nessuna chance in un mondo in cui bisogna esser bravi a coprire anche quella esteriore), che ci piacerà sempre cercare il pelo nell'uovo e ragionare su ciò che non va, che il prossimo Presidente della Repubblica non sarà scelto in base al colore degli occhi, che raccontare dei nostri figli (o gatti e cani) sarà sempre più divertente che mostrarli. Me lo promettete, vero? Ci sarete sempre, al servizio e all'ascolto delle parole?

(soundtrack)

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