Nel frattempo, tutti erano improvvisamente diventati simpatici, arguti, ci si trovava d'accordo. Nel vocabolario binario di quel luogo non c'era spazio per il disprezzo, l'odio quando c'era era sopito e un po' frustrato, andava articolato in modo complesso e richiedeva una quantità di tempo che nessuno aveva da dedicargli; all'odio si rispondeva con "blocca"; ecco perché alla fine ci si rimangiava il possibile con piacere, e appunto si bloccava chi la pensava diversamente da noi, si selezionava chi leggere e chi seguire.
Quel posto era bellissimo. Era come il paradiso, un posto dove nulla, nulla accadeva mai davvero (e qualcuno, in quel luogo, a questa frase avrebbe aggiunto un "cit").
Oggi una tartaruga inseguiva un gatto e lo prendeva a morsi, domani un pomodoro avrebbe avuto più fan del presidente del consiglio, dopodomani, Libertà di Stampa: mi piace. Si restava lì a sorridere, a esprimere approvazione, i minuti diventavano ore, le ore giorni; ascoltavi la nuova canzone, e il giorno dopo era già vecchia. Ma tanto, c'era sempre qualcosa di nuovo da vedere, dire, commentare.
Nel frattempo, fuori dalla finestra, Gianni vide sollevarsi, lontano ma enorme, un fungo atomico. Restò lì imbambolato, poi prese la macchina fotografica, scattò e salvò la foto sul suo profilo. "Ecco cosa vedo dalla mia finestra," disse al mondo, e non sapeva se sentirsi più terrorizzato per la sua vita, o emozionato per il privilegio di poter raccontare.
Prima di correre giù dalle scale prese istintivamente il blackberry, e continuò a consultarlo con la coda dell'occhio mentre guidava invano in cerca di un qualunque posto dove nulla, nulla accadesse mai davvero.
2 commenti:
Grazie. Meraviglioso come sempre. :)
Scusami per il commento anonimo dell'altro giorno. Non ci conosciamo. Eppure - come spesso succede a chi segue un blog - è un po' come se ti conoscessi e, conoscendoti un po', inevitabilmente ti ammiro molto. L'altra sera mi sono resa conto che avrei dovuto dirtelo, che sono una tua fan (e che ti sono grata per le tue parole che mi hanno fatto spesso sorridere, riflettere, annuire; le tue parole che a volte sembra di sentirle, invece che di leggerle, mentre fluiscono come fossero note musicali - probabilmente perché sono le parole di un musicista?).
Insomma, grazie.
Barbara
Scusa se ti rispondo dopo così tanto tempo.
Fan è una parola un po' triste. Facciamo che siamo amici, anche se estranei. Sorridere, riflettere, annuire assieme, è quello che fanno gli amici. Sono bellissime le cose che mi hai scritto e ringraziarti è davvero poco.
Però grazie.
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