giovedì 23 settembre 2010

Sign o' the times

Facebook è guasto, e i server di twitter sono andati fuori uso per l'eccesso di battute sui malfunzionamenti di facebook. Gli utenti disperati si sono allora riversati tutti sui vecchi account myspace, ma Tom offeso ha fatto trovar loro una schermata che dice "Opportunisti! Dove avete fatto l'estate, fatevi l'inverno!"
Nel frattempo, su raidue, i finiani raccontano scioccati le nefandezze del mostro Berlusconi. Ma fino a ieri dov'eravate? E soprattutto, chi ci governa nel frattempo? Un operaio dei cantieri di Castellammare di Stabia grida "Ce la dovete smettere co' sta cazzo di casa di Montecarlo mentre noi moriamo di fame!" Intanto, visto l'enorme successo a destra, anche per fair play, Veltroni prova a rispaccare un altro pochetto la sinistra con delle proposte dal forte contenuto innovativo, in primis sé stesso. Roba da Premio Darwin. Penso alla dignità, quantunque inutile, dei musicisti che continuarono a suonare mentre il Titanic affondava. Provare a bloccare la falla con un bassotuba probabilmente non si poteva. Provare a governare l'Italia è altrettanto inutile? Non so perché ma mi viene in mente il litigio fra medici nella sala parto dell'ospedale di Messina. Credo sia un'immagine perfetta per definire la nostra epoca.
Penso ai deficienti del balconing, non so se pensare come tanti che sia un ottimo modo per toglierci dalle balle degli imbecilli, penso solo che non vorrei raccogliere seimila giorni di ricordi, speranze e aspettative, e svegliarmi un giorno scoprendo che mio figlio si è suicidato per noia.
Mia sorella ha presentato il curriculum per la nuova Fnac di Catania, ma nessuno l'ha chiamata a fare un colloquio. "Ah, sì, ne abbiamo fatti a centinaia" dice un'impiegata, "Ne avremo visti sì e no una decina" dice un altro consultato al piano di sotto. Nel dubbio, ha chiesto dove fossero i gabinetti, magari qualcuno l'aveva scambiato per della carta igienica. Concorso per Vigili Urbani di Giarre. La prima classificata ha dato cento risposte esatte su cento, e quattro fra i primi classificati sono fra i sette parenti di impiegati comunali vaticinati da una lettera anonima inviata alla procura il giorno stesso in cui si sono tenuti gli scritti del concorso. Scatole non firmate, domande piene di errori. Il sindaco si dice tranquillo, a queste cose ci avrà fatto il callo. Intanto, ventimila domande in due giorni per entrare a lavorare all'IKEA di Catania. Il colosso svedese ci ha messo anni ad aprire in Sicilia, per l'ostruzionismo da parte dei mobilieri locali. Emmezeta di Riposto, impiegati che nemmeno avete voluto cambiarmi una brandina entro i dieci giorni canonici "perché mancava l'involucro" (un sacchetto di cellophane trasparente), impiegata cicciona che sudi freddo quando ti chiedo una cerniera per il vasistas, tremate! C'è chi dice che l'IKEA ha potuto aprire solo dopo lunghe trattative con i "poteri" locali per decidere chi ci avrebbe lavorato. Le solite malignità? Di certo la dice lunga su quanto siamo abituati al disgusto qui in Sicilia. Ma i tempi sono maturi. Per cosa, non si sa.
Guardo "La vita in diretta", il mio amico Peppe La Venia parla di nani da giardino nel paesino di Furore. Poi penso al padre di Norman, il giovane ricercatore palermitano che si è suicidato gettandosi dal palazzo della facoltà perché gli erano state negate tutte le speranze, e mi chiedo se non meriti un servizio anche lui. Penso a Hotless, e mi chiedo che fine abbia fatto. Questa parvenza di vita ha reso antiquato il suicidio. Questa parvenza di vita, non lo merita. Sembra strano da dire, ma c'è comunque molto di più del nulla. E se non c'è, bisognerebbe comunque provare a costruirlo.

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