giovedì 24 giugno 2010

Quando scrivo una canzone

Quando scrivo una canzone, la maggioranza delle volte mi siedo con la mia chitarra e lascio che la mia mente si sbizzarrisca. Non ho un piano. Non so cosa ne verrà fuori. A volte il risultato non mi piace per nulla, e non lo riconosco come una canzone se non settimane dopo. A volte mi piace sul momento e continuo per ore a lavorarci su. E` un processo automatico, ma non pianificato.
(Mark Lanegan)

Quando scrivo una canzone mi diverto a imbandire il banchetto e a pensare chi inviterò al matrimonio. Gli ottoni sono padri di famiglia che la sanno lunga e danno buoni consigli. Gli archi sono più narcisi, epici. Poi ci sono il teremìn, cioè la sega musicale, il cristalloarmonio, cioè l’organo a bicchieri e così via: spettri inconsistenti. Ti affidi alla timbrica per completare il disegno, regali vie di fuga alle parole tracciate e sparse.
(Vinicio Capossela)


Quando scrivo una canzone non la scrivo con uno strumento, ma con la testa. È come la ripescassi, come fosse la raccolta di una spremuta di quello che c'è già e che ci circonda.
(Lucio Dalla)

Quando scrivo una canzone, penso già alle scene, alla storia e ai costumi del video.
(Tokio Hotel)

Quando scrivo una canzone non penso al suo futuro, è il pubblico che la consacra o la ignora.
(Ligabue)

Quando scrivo una canzone penso alle persone che l'ascolteranno.
Non capisco i cantanti che dicono "Quello che faccio è artistico, e lo faccio per me". Ma se lo fai per te stesso, perché lo vendi?
(Shania Twain)

Quando scrivo una canzone ci metto dentro cose mie, riferimenti del tutto personali a cui sarebbe difficile ed irrispettoso dare spiegazioni... le mie canzoni non nascono come 'futuri dischi', ma canzoni mie, e basta.
(Francesco De Gregori)

Quando scrivo una canzone mi calo nelle mie emozioni più oscure, è qualcosa che ho bisogno di tirare fuori, quasi un riflesso fisiologico, come piangere o ridere forte. Però credo di affrontare situazioni psicologiche ed emozioni che ognuno potrebbe sentire proprie, se si calasse nello stato d’animo adatto per viverle.
Qualche volta mi capita anche di verificare l’effetto che le mie canzoni fanno sulle persone, per capire se sono troppo personali o meno. Quando ho scritto "Moon In Hell", ad esempio, pensavo che fosse davvero una canzone troppo personale. Poi l’ho fatta ascoltare a un amico che in quel periodo aveva a che fare con persone affette da problemi di droghe, e mi ha detto: "Mio Dio, hai descritto esattamente quel tipo di mondo". Il bello è che per me voleva esprimere tutt’altro, ma mi sono detta: "Beh, allora forse non era troppo personale!".
(Lisa Germano)

Quando scrivo una canzone mi devo fare un film nella testa, forse perché un tempo disegnavo. Quindi l’immagine per me è sempre importante e il discorso di poter collegare la mia canzone ad altre forme – che siano la scultura o la pittura, il cinema, la danza – è una cosa molto forte che mi stimola e mi suggerisce idee.
(Andrea Chimenti)

Quando scrivo una canzone, se ci metto più di un quarto d’ora, vuol dire che non mi è venuta bene.
(Biagio Antonacci)

Quando scrivo una canzone metto in testa le parole e poi tiro lo sciacquone, questa canzone non c'ha un ritornello è inutile che tenti di cantarlo, non sarà neanche un'altra suoneria, e il prossimo concerto lo faccio a casa mia.
(da un brano di Caparezza)

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