lunedì 20 aprile 2009

Oh Syd, you saw through the dark...

Quando si parla di Syd Barrett, le prime cose che vengono in mente (appena dopo il nome della sua ingombrante, fondamentale, fenomenale, idolatrata, a tratti fraintesa band) sono il suo sguardo intenso e un po' inquietante, la fragilità, la genialità, il destino tragico e ingiusto, così umano e così scioccamente favoleggiato (io stesso temo di averlo ricordato in questi termini, quando è morto); o il triste profetico appellativo "vegetable man" tratto da uno dei suoi brani (nulla di più errato, di meno puntuale, in realtà: uno schizofrenico è l'esatto opposto di un vegetale, lo dico senza alcuna retorica: è lui che corre troppo, troppo veloce, siamo noi i vegetali per lui semmai, fermi al palo e incapaci di seguire il suo pensiero).

Ma c'è dell'altro: c'è anche una deliziosa gioiosità in certe sue canzoni, una geniale leggerezza che spesso si dimentica, e che forse è la cifra più interessante, quella da ricordare e che forse avrebbe segnato il suo percorso musicale se la malattia mentale non gli avesse impedito di scrivere ancora.
Ben pochi artisti al mondo, presenti e passati, si possono paragonare a Barrett, e sempre a rischio di essere linciati. Robyn Hitchcock su tutti, e pochi, pochissimi altri. Ma io oggi voglio pronunciare questa bestemmia, invitarvi all'ascolto di un brano che magari non avrà nulla di oggettivamente barrettiano (e scritto poi da una band che ha tutto da invidiare agli inimitabili primi Floyd, sia chiaro, anche se il loro album ha qualcosa, qualcosa di stuzzicante e di semplice, di vero... sta di fatto che da una settimana continuo a canticchiare la frase "Blake's got a new face", coretti compresi, irritando tutti quelli che mi stanno intorno) ma che nondimeno mi ha stuzzicato certi neurorecettori che la generosa previdente madre natura ha predisposto nel cervello umano esclusivamente per la fruizione di Syd Barrett, e certi altri che non mi si accendevano più dai tempi dei Camper Van Beethoven di Our beloved revolutionary sweetheart. Eccovi il testo (probabilmente inesatto, lo riporto come l'ho trovato in un sito): cercate, ascoltate e poi ditemi.


Vampire Weekend
"Bryn"

Ion displacement
Won't work in the basement
Especially when I'm not with you
Here in the heartland
A feelin so startlin'
I dont know what I should do

Oh Bryn, you see through the dark
Right past the fireflies that sleep in my heart
You know its easy to see
Wait for the season to come back to me

Nights by the ocean
A westerly motion
That moves California to sea
Eyes like a seagull
No kansas palm beetle
Could ever come close to that free

Oh Bryn, you see through the dark
Right past the fireflies that sleep in my heart
You know its easy to see
Wait for the season to come back to me...

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