sabato 1 settembre 2007

Gaiman!

Eccolo, finalmente...
Il cimitero senza lapidi, di Neil Gaiman, Mondadori (titolo originale, "M is for magic"; non chiedetemi perché l'abbiano cambiato, non lo so...)

Deliziosa raccolta di racconti fantasiosissimi e godibili, scrittura gradevolissima, azzeccatissima copertina un po' burtoniana.
Io non ho resistito, non potevo aspettare le mie quattro copie omaggio (che tanto, l'ho promesso in regalo a ben più di quattro persone) e l'ho comprato... Sapete bene che in genere non mi metto a consigliare un libro solo perché l'ho tradotto... beh, se non siete del tutto incartapecoriti nell'anima e ammalati di scazzarroganza postmoderna, questo ve lo consiglio caldamente.
In caso contrario, ve lo suggerisco come terapia, per riscoprire l'essere umano sognante che da qualche parte, frugando e scaternando nel soffitto della vostra mente, massì, in fondo dovreste avere ancora.

P.s.: e poi, questa è anche una rivincita... :-)

6 commenti:

Anonimo ha detto...

fai venire voglia di leggerlo :)
un editore alla domanda "Perché questo titolo?" (che non ha nulla in comune con l'originale e non mi piace, anche se questo non l'ho detto) mi ha risposto che il titolo scelto è quello che dovrebbe far vendere di più, un'operazione di marketing.
Buon lavoro

Giuseppe Iacobaci ha detto...

Beh, sì, certo. E in questo caso, non è che il danno sia grave, anzi, il titolo è carino e allettante, in fondo... e trattandosi di una raccolta si può accettare che abbiano scelto il titolo di uno dei racconti (in originale, e nella mia traduzione, il titolo del racconto in questione però era "La lapide della strega" ed era collocato alla fine del volume) ma, anche qui, direi che il titolo è azzeccato e carino e non snatura nulla.
Ricordo invece di un romanzo uscito qualche anno fa, tradotto dai cari amici Biavasco & Colombo, che da "Big if" diventò inspiegabilmente "La sottile inquietudine delle guardie del corpo". :-O Il libro, bellissimo, vendette comunque molto poco.
Oltretutto il tema cardine non era quello delle guardie del corpo, ma appunto, di bivi, dubbi e scelte nel complesso diagramma di flusso della vita... e della sua spietata simulazione...

Anonimo ha detto...

Ma guarda la rete, di link in link in chi m'imbatto! Il dottore Iacobaci!!! Qui Giuseppe Brescia, tuo semiomomimo d'oltrestretto, compagno di sventure Acquesi e arrancante collega... Come te la passi? Io per farla breve vivo a Brisbane... E ho ovviamente perso il tuo biglietto da visita con annesso indirizzo email... Comunque, gran bel blog, fatti sentire se ti va (jl_kush chiocciolina yahoo punto it) mi piacerebbe rimettermi in contatto! A presto

Giuseppe Iacobaci ha detto...

Ehi, piacerissimo di risentirti, collega remmiano e savonese! Io e te abbiamo cofirmato (senze neppure incontrarci, neppure virtualmente, meraviglie dell'editoria) i gustosi racconti della "Guida ai Mondiali di Calcio per tifosi dotati di cervello" per Strade Blu... mi chiedevo proprio cosa stessi facendo di bello ultimamente... certo, ti scrivo prestissimo.

Anonimo ha detto...

E "Good Omens" che diventa "Buona apocalisse a tutti" come ce lo spieghiamo?

Giuseppe Iacobaci ha detto...

E al cinema allora?
"The fearless vampire killers" di Polanski che diventò "Per favore non mordermi sul collo"? E "Domicile conjugal" di Truffaut diventato "Non drammatizziamo... è solo questione di corna"? E tutti i film con il titolo nome+aggettivo, del tipo linea mortale, analisi finale, identità nescoste, suore buffaldine? E "Intolerable cruelty" dei fratelli Coen diventato "Prima ti sposo e poi ti rovino"? O, soprattutto, "Eternal Sunshine of the Spotless Mind", uno dei titoli più belli della storia del cinema, diventato (aaaargggh) "Se mi lasci ti cancello"?