Vi regalo un paio di suoi interventi e qualche immagine rubata in giro per il web (spero l'autrice non me ne voglia).
Intervista (www.wuz.it)
Quali libri ricorda di aver letto con maggior passione durante l'infanzia? Era più attratta dal testo o dalle illustrazioni?
Ho letto furiosamente. A nove anni, Le Mille e una Notte in edizione non purgata, e poi Dickens, Stevenson, Scott, Don Chisciotte, Gian Burrasca, e TUTTE le riviste e i giornali che capitavano, dalla “Domenica del Corriere” a “Le Musée de Famille”. Non mi sfuggivano nemmeno i quotidiani che avvolgevano le patate del mercato. Ricordo la scoperta dei libri dalla biblioteca della scuola. C’erano libri assurdi, tipo Glorie della Trincea o Le vite dei Santi e dei Martiri con le figure piene dei personaggi coperti di piaghe e di fiamme e sempre con gli occhi al cielo. Terrificanti. Ah, e poi: Wodehouse. Le illustrazioni spesso non c’erano. Quelle che c’erano le ho amate.
Quali sono stati i suoi autori di riferimento nell'adolescenza, quelli che hanno segnato la sua crescita culturale?
L’Orlando Furioso letto dal mio papà e la scoperta di Ulisse. Le Vit
Tra gli illustratori italiani del Novecento a chi si sente più vicina e/o stima maggiormente?
Ne stimo molti, troppi per nominarne solo qualcuno. Segnalo solo una corrente di vecchi autori nati nell’ambito dei periodici, oggi completamente accantonati dal gusto corrente, che hanno saputo per decenni fare del giornalismo parallelo ma anche copertine e collane di grande forza e bravura: vanno da Giorgio Tabet a Walter Molino, da Giorgio De Gasperi a Uggeri. Hanno saputo creare una vera scuola di giornalismo d’immagine. I più grandi illustratori-narratori spesso avevano avuto a che fare col fumetto. Anche in una semplice illustrazione singola si vede se uno è in grado di “reggere” il fumetto o no. Troppo spesso nell’immagine da libro si incontrano i mancati pittori,imitatori e orecchianti ibridi incapaci di scelte. Naturalmente parlo dei libri destinati al pubblico di ragazzi e adolescenti.
Valentina Mela Verde ha appassionato più generazioni di ragazze. È una ragazzina attenta e curiosa, ama la musica (e Gazzelloni in particolare), ma quali sono le sue letture preferite?
Letture di Valentina? Non saprei, però credo che avrebbe amato la Michaëlis e sicuramente le sarebbe piaciuto Il Giovane Holden.
E quelle di Stefi?
Stefi ha solo otto anni ma legge tutto quello che leggo io.
Il fumetto è in Italia considerato un genere minore mentre in altri paesi è considerato al pari della narrativa tradizionale. Quali autori suggerirebbe di leggere per conoscere meglio questo genere e apprezzarne le forme di comunicazione più alte?
Non suggerirei niente a chi non ha ancora capito quale straordinario mezzo espressivo sia il fumetto. Anzi lo terrei all’oscuro e il più possibile lontano dal mezzo. È un mezzo a sé, narrazione, teatro e cinema. Passa dalle espressioni più commerciali, ripetitive e stanche alle ricerche più raffinate e d’avanguardia; dalla tradizione all’attualità, dall’epica all’umorismo. Ognuno deve esplorare da sé questo mondo, alla ricerca di un linguaggio che lo sta
Preferisce la narrativa o la saggistica? E, se la seconda, su quali temi?
Praticamente solo saggistica però leggo di tutto, ma dopo. (Ho letto anche il Codice da Vinci in ospedale e mi sono rotolata dalle risa nonostante il luogo, poi ho preparato una parodia). Leggo B. Russell, E.P.Fischer, Odifreddi, Giorello. Mi piace la ricerca sulla logica, sul paradosso e su cose di sapore matematico. La storia (biografie) e la politica. Ma sempre, anche gli umoristi inglesi, Gino e Michele e Asterix
Il libro da tenere sul comodino?
Edward Carr, Sei lezioni sulla storia e poi un Eco, per fortuna c’è sempre.
L'ultimo letto?
Ho riletto Arbasino.
Ha regalato libri a Natale?
Ho regalato, fra molti altri a un’amica affascinata dall’Oriente Passeggera del silenzio di Fabienne Verdier, a una figlia architetto Guida all’impero per la gente comune di Arundati Roy, a un compagno verdeggiante Fiori e giardino di Ippolito Pizzetti, a un figlio Mafalda. Ho perso l’orizzonte e Pittura americana del XX secolo. E poi Pippi Calzelunghe a un giudice del CSM.
Intervista di Giulia Mozzato per www.wuz.it
Uno stralcio da un suo interessante intervento
apparso sul Corriere della Sera del 29 settembre 1995
La disneyzzazione mondiale è già in atto, ed è un vortice destinato a riprodurre se stesso attraverso film. Tv, serials, videogiochi, libri, periodici, fumetti, negozi. Un'immensa omologazione dell'immaginario giovanile (e non solo giovanile, visto che si sta puntando al cosiddetto target-famiglia), destinata a spazzare via ogni visione originale, ogni espressione di cultura locale, peculiare europea. L'egemonia del sistema, per conservare se stessa, deve poi neutralizzare per forza la concorrenza, magari comprandola solo per farla sparire dal mercato. Ci siamo tanto preoccupati, a suo tempo, dei cartoni animati giapponesi, ora il pericolo è infinitamente più vasto essendo ben più articolato e potente. In alcuni paesi europei, come la Gran Bretagna, dove l'autonomia culturale è più forte, si tenta già di correre ai ripari potenziando l'editoria creativa e promuovendo la produzione di film d'animazione che tengano conto dello spirito anglosassone e della sua tradizione letteraria. Si tenta anche di arginare la fuga di cervelli e manodopera, di sceneggiatori, animatori e illustratori, allettati dai compensi californiani. Un'occhiata al fenomeno, per favore, signori che vi occupate di estetica e di costume. Facciamo in modo che il secolo XX, cominciato con la rivoluzione di Picasso, non finisca nella marmellata multicolore e multimediale imposta dalla holding Disney.
12 commenti:
ma l'Eziomaria te lo ricordi? e Ubu?
io adoravo la Stefi, tanto che sulla parete sud della mia cameretta si legge ancora (scritto a pennnarello indelebile): alla fine spunta sempre l'arcobaleno.
io da qualche parte dovrei avere degli albi con le storie a fumetti della Stefi (in una, bellissima, le mettono l'apparecchio, in un'altra vengono tutte male nella foto di classe perché passa l'Eziomaria e fanno tutte la linguaccia), se vuoi te le fotocopio per la piccola.
complimenti, pezzo meraviglioso. Ti leggo da un po' in feed, senza commentare, ma questa volta devo uscire dall'anonimato per esprimere solidarietà, anche se, per ragioni anagrafiche, il Corriere dei Piccoli non l'ho mai letto (semmai quella fucina di talenti che era il Giornalino).
Il problema è sempre lo stesso: il fumetto è un settore che genera denari solo ad alti volumi di vendita, o in abbinamento a altri media più lucrosi, e non esiste in italia (minuscolo apposta) nessun editore tanto coraggioso da investire parecchio nell'editoria per l'infanzia.
Un saluto
Ricordo tutti... Stefi Morandini, L'Eziomaria, Sabatta Podtiroli (produdciata così perché aveva le adedoidi), i fratelli maggiori... fotocopie? No, mia cara, ti sei rovinata: voglio delle accuratissime scansioni a colori, e le voglio avantieri, anzi il mese scorso. Che fai, sei ancora ferma lì? :-) Se non ti ho ancora convinta, sappi che c'è un dramma personale dietro: mia madre (caaara persona) mi promise di conservare in garage tutti i miei corrierini e invece li gettò via... a proposito di capire i bimbi e trattarli dignitosamente... la odio ancora per questo!
Per accacappa: grazie dei complimenti... il tuo blog mi ricorda un po' (anche nel titolo) il mio defunto Ditemichenonevero (dcnev per gli amici)... anzi, ora che mi ci fai pensare uno di questi giorni sposto qui tutti quei post così faccio una mega-holding liberidea e conquisto il mondo.
Sugli editori, come hai ragione...
Ué, ragazzi, qui tra noi piccoli traduttori nessuno conosce un editore che ci faccia dar vita a un settimanale antidisney? Io ci lavorerei gratis.
sono in partenza per la Germania, appena rientro, cerco e provvedo.
so già che farò dei danni immani come madre, non voglio sulla coscienza anche i figli delle altre :-)
Scusa per il ricatto morale... mi sento tanto in colpa. Comunque non dimenticartene o piangerò tantissimo.. Fa' buon viaggio!
E mi sa che il Corriere dei piccoli non l'ho mai avuto tra le manine.
È un vero peccato, tra il finire degli anni settanta e l'inizio degli ottanta (al periodo del suo minimo storico di lettori, temo), quando lo dirigeva Jole Rinaldi Fondi e ci scrivevano Tiziano Sclavi (orpo!) e Tiziano Cantatore, era una rivistina davvero ben fatta e rispettosa della mente dei bimbi... ti sei perso qualcosa :-(
Io mi ricordo benissimo quando in un episodio del fumetto si metteva a parlare con il ritratto - famosissimo, ma ovviamente non ricordo il nome - di un nobile cavaliere a cavallo, e addirittura una puntata in cui c'era l'allora ministro della Pubblica Istruzione Maria Pia Falcucci gigantografata a mò di fumetto e la Stefi che gliene cantava non so quante...poi mi ricordo un sacco di strali sui soldi, sulla scuola...un vero mito la Stefi e forse un giorno riuscirò a tirarla fuori dagli scaffali impolverati della mia soffitta.
Premetto che non mi piacciono troppo i fumetti disney e adoro le BD e i fumetti europei...ma non ti pare che la Nidasio abbia la disneyfobia? La disney italia, quella degli anni '60 e '70, ma anche '80 ha permesso l'emergere di tantissimi grandi talenti del fumetto italiano, pensa soltanto a Scarpa, a De Vita, a Cavazzano...e le storie che produceva erano profondamente Italiane ed Europee...
So cosa intendi, e sono d'accordo sui vecchi Topolino, erano meravigliosi... sono cresciuto anche con quelle cos. Nulla a che vedere però con le storie di oggi, banalissime e infantili, e disegnate con tratto sempre più standardizzato, credo esista addirittura una "Università Disney". Il problema Disney però, a parte il valore artistico di molta produzione (soprattutto del passato direi, oggi si salva solo l'oasi Pixar, a mio avviso, e non siamo più ai fumetti) esiste. In Italia circola ben poco d'altro. Hai provato a cercare un bel giornale a fumetti per ragazzi? Esiste solo il Giornalino (carino ma trooppo cattolico), Topolino (ormai stupidissimo), e una miriade di tie-in dai cartoni televisivi... l'assenza del Corrierino, del Monello, persino di "Più" (che era molto carino, un'edizione povera del "Pif" francese) si sente... per dare qualcosa di bello da leggere ai propri figli si è costretti ad andare in libreria, e anche lì i fumetti latitano. In Francia vedevo le Fnac affollate di ragazzi e adulti seduti nei divanetti a leggere i fumetti in vendita... qui non accadrà mai di vedere una scena simile!
Ciao,
ho letto il tuo pezzo, l'ho trovato fantastico!!!
Anche io sono un'accanitissima fan della Stefi, tanto che le ho dedicato, come te, un articolo nel mio blog: ti mando l'indirizzo così mi dici se ti piace! ;-)
Dopo che leggi il pezzo capirai tutte le varie peripezie per reperire i vecchi Corrierini dei piccoli! A proposito, ne ho acquistato parecchi e ne ho qualcuno doppio: se sei interessata, puoi lasciarmi un commento sull'articolo o scrivermi direttamente una mail (trovi il mio indirizzo visualizzando il mio profilo completo sul Blog).
P.S. Ancora complimenti, scrivi veramente bene! Bravissima!!!
Spero di sentirti presto, è bello trovare qualcuno che condivide con noi le nostre passioni! :-)
Ciaooo
Princess
Il mio articolo sulla Stefi:
http://princesszone.blogspot.com/2007/12/la-stefi-e-il-corriere-dei-piccoli.html
Fantastico, da qualche altra parte d'Italia c'è una mia gemella che ha vissuto le mie stesse identiche emozioni. Anche di questo dobbiamo essere grati alla Nidasio. Dobbiamo fondare un fan club! Chissà come si può fare a rintracciarla e porle la richiesta (che probabilmente non accetterà mai) di pubblicare le sue storie on-line...
p.s. accolgo con entusiasmo l'idea di cercare su e-bay (ma come diamine ho fatto a non pensarci prima?) e accetto altrettanto entusiasticamente la generosa offerta dei doppioni... ovviamente proverò a sdebitarmi in qualche modo. Il mio indirizzo mail è yakobatchee [chiocciola] yahoo it... scrivimi e ti do il mio indirizzo!
P.p.s. Sentirmi definire "bravissima" è forse più lusinghiero che se mi avessi detto "bravissimo"... :-) Mi piace essere scambiato, blogghistic-letterariamente, per una donna (complice il suffisso giapponese -ko del mio nomignolo?)
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