venerdì 20 aprile 2007

Non voglio morire democratico

Non voglio morire democratico.
Voglio vivere in una democrazia vera, in uno Stato in cui io possa sentirmi rappresentato davvero, in una nazione i cui partiti abbiano un nome che significa qualcosa, e quel qualcosa faccia la differenza. Non voglio votare le facce, voglio votare le idee, non voglio scegliere tra nero e bianco e stop, voglio le sfumature e non solo del grigio; non voglio votare all'americana, voglio la frammentazione, una frammentazione complessa come la realtà, magari ingestibile come è ingestibile e imprevedibile la realtà; voglio spazio per le mie idee, non voglio per similitudine essere accorpato tra i cattivelli dell'estrema sinistra, e dunque per chissà quale logica essere automaticamente iscritto a un vago centrosinistrucolo senza coraggio per ritrovarmi infine ad aver votato dei rappresentanti neoliberisti piatti, cattolicheggianti, pavidi, insipidi, moralisti, ipocriti, cerchiobottisti, guerrafondai.
Voglio far parte di una minoranza, e che sia pensante, non voglio vincere a tutti i costi, al costo di questo stupido inutile appiattimento.
Non voglio morire democratico.

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