Some nights I thirst for real blood, for real knives, for real cries...
Essere o non essere?
Quando è di rete che si parla, il dilemma amletico si moltiplica polverizzandosi in mille schegge, tante quante sono le nostre esistenze possibili.
Essere o non essere in blog? Essere o non essere sugli aggregatori? Essere o non essere, e se essere, perché essere, sui vari siti che promettono scambi, amicizie, esistenze, identità, socialità, vite?
Se non sia più nobile suicidare i propri innumerevoli avatar con un colpo di harakiri, e andarsi a mangiare un gelato vero, su un vero lungomare, sotto un vero sole, e socializzare davvero con persone vere, ridere vere risate...
Davvero ho bisogno dei miliardi di canzoni di last.fm o di soulseek anziché scambiarmi qualche cd di persona con un amico? Davvero per esistere in qualche forma, devo raccontare quel che penso in un blog?
Ovviamente non c'è nulla di obbligatorio al mondo, conta solo quello che ci piace e ci fa piacere, che ci diverte... ci sono stati periodi in cui mi scialavo a inventare minchiate (scusate il termine, ma non ne trovo di migliori) per il mio ditemichenonevero, perché in qualche modo scriverci su mi faceva sentire presente, da qualche parte, dietro a qualche paio di occhi divertiti, nel guizzare di qualche neurone amico. Sentendomi presente, un po' amato, atteso.
Ultimamente, non so perché, vince la sensazione opposta: che il blog, la mail, la rete in genere, sia una forma di non-esistenza, una solitudine differente, una presenza comunque minimale in uno spazio troppo enorme, destinata a una lettura veloce come un batter di ciglio. Anche senza dubitare dell'attenzione e della simpatia di chi mi legge, essere qui mi fa sentire, insomma, un po' solo, come un ombrello su una macchina da cucire alle pendici dei monti Iblei del settentrione (ma Battiatuzzu, e ta cumpari Sgalambro, d'unni cavolo 'i pigghiati 'ste frasi?).
Dov'è l'importanza di "essere", qui? Che me ne faccio di 'sta paginetta? Questo, è il dilemma. Non è forse una semplice particella di sodio in quell'immensa bottiglia frizzantina che è il web? Lo so, lo so, che c'è una fantastica decina di persone che mi segue, che gode a volte, che si fa coinvolgere e si diverte qua e là, ma anche voi, non sentite com'è freddo questo posto? Non preferireste conoscermi di persona? Non gradireste di più andare a berci un caffè assieme?
Ecco, nessuna paranoia, nessuna crisi esistenziale, nessuna tristezza, nessun Affare di Stato. Solo un sereno dubbio, al quale per ora non ho una risposta definitiva: essere o non essere?
Sarà una fase, ma ora, oggi... qui, e per ora... preferisco non essere...
*Okkervil River
4 commenti:
Io gradirei moltissimo andare a bermi un caffè con te e conoscere finalmente di persona uno che più di una volta, leggendo ciò che scriveva, ho avuto la sensazione che fosse il radiografo del mio cuore, però pensala diversamente: se non mi sbaglio tu abiti in Sicilia, io abito a Roma, qualcun altro tuo lettore abiterà a Milano occhessoio. Con questi blog ho avuto l'opportunità di sapere che esiste un traduttore ai raggi X che vive in Sicilia di cui altrimenti non avrei mai conosciuto l'esistenza, e quello che scrive, come è accaduto ieri, me lo fa sentire vicino e mi fa anche sentire meno sola perché non è sempre facile pensare di voler vivere come hai scritto tu e urlarlo in faccia al mondo intero. Poi nell'ultimo anno, alcune persone molto care le ho conosciute così, proprio tramite blog, siti e mailing list varie. Non c'è niente che valga come guardarsi negli occhi, ma non è sempre vero che si parte dagli occhi. Agli occhi si può anche arrivare.
è difficile rispondere su una sensazione buttata giù di getto qualche tempo fa... hai ragione, ma a volte non hai proprio voglia di vivere la vita del web, ti sembra vuota e poco sensata, troppo poco fisica e solare... in due semplici brutali parole sembra, ehm, tempo sprecato. Non mi capita sempre di sentirmi così, ma in questo periodo ho una gran sete di realtà poco virtuale. Non di parole, nemmeno di sguardi, ma di un cin cin bevendo birra, di strette di mano, pacche e magari pochissime parole, di passeggiate sul lungomare. Sarà la primavera, la gioia di vivere, lo scazzo?
Saranno i bioritmi o l'oroscopo (vabbè tiriamola fuori questa debolezza... sono della bilancia e sono nata il 19 ottobre, ho venere in scorpione che a quanto dicono indica una sfiga della madonna nei rapporti amorosi e un sacco di passioni che si rivelano bidoni....poi dice che uno crede all'astrologia...) ma anch'io in questo periodo ho sete di realtà reale, di birre fresche e di tempo libero, di risate vere e di amici in carne ed ossa. Per via della primavera, della voglia di vivere e dello scazzo. Pari pari e non è per mancanza di fantasia che ti cito, è perché è proprio così. Felice di conoscerti, fratello di onda.
Bilancia anch'io, 27 settembre, data un po' abusata credo (e c'è nata un sacco di gentaccia brutta, a cominciare da quel beota di jovanotti). Infatti non è che ci creda poi tanto, nell'oroscopo e nei bioritmi... ;-) Francamente non credo nemmeno nelle previsioni del tempo, men che meno in Dio... addirittura non so se credo più nelle affinità e nelle gemellanze, mannaggia... forse ora come ora credo di più nella sete di voler comunque credere in qualcosa. Credo ad esempio nelle belle persone, che sono una gran benedizione, e fortunatamente ce ne sono... e sono lieto di averne conosciuta una. ;-)
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