martedì 21 febbraio 2006

In my room*

Evviva! È uscito il mio "Viaggio al termine di una stanza" di Tibor Fischer...
(cliccate sul titolo del post per saperne di più)

*Grant Lee Buffalo

9 commenti:

Anonimo ha detto...

DEVO leggerlo: anche io se potessi non uscirei mai di casa. E poi quando sono stata a Londra alloggiavo proprio a Lambeth! Inoltre pare che il traduttore sia uno bravo ;-)

Giuseppe Iacobaci ha detto...

Non dirlo a me...
già questo è un lavoro claustrofobico, e poi cosa mi capita?
;-) prima mi danno un romanzo la cui protagonista ha diviso la sua vita tra rapimento e braccio della morte (Cargo di Orchidee della Musgrave, tuttora il mio lavoro preferito), poi un altro che parla di una congrega di matti che si chiudono in una villa per diventare scrittori (Cavie, Palahniuk, a quattro mani con il coro Matteo Colombo), infine questo su un'agorafobica un po' matta che si porta il mondo a casa... e la mia sfiga è che l'atmosfera dei libri che traduco in qualche modo mi entra dentro e la vivo dentro, come il traduttore su "NP" di Banana Yoshimoto (beh, spero non proprio così... quello si suicidava...)
Ma giuro, se il prossimo libro non parla di un autostoppista non lo accetto!!!
Un bacione Michelle!

Giuseppe Iacobaci ha detto...

oops: volevo dire il CARO, non il CORO Matteo COlombo! ;-)

Dietnam ha detto...

Tibor Fischer è uno dei miei scrittori preferiti! Domani leggo il tuo blog, ora scappo a dormire :) ciao

Anonimo ha detto...

Da quello (poco, lo ammetto) che ho sbriciato qua e là, sembra molto interessante. Anzi no. Molto nelle mie corde di lettrice. Poi, ultimamente, ho preso una strada strana. Di solito si segue uno scrittore, io ho iniziato a seguire i traduttori. E tu sei uno di quelli che terrò d'occhio ;) Un abbraccio, Chiara

Giuseppe Iacobaci ha detto...

il problema di fischer è che è troppo disincantato, quasi da non sopportarsi, e prende troppo per i fondelli il lettore... e le virtù, complementari, sono che è simpaticamente disincantato e prende simpaticamente per i fondelli il lettore. Non sottoscrivo le sue morali sulla vita, ma le sue osservazioni, anche quando banali, sono sempre ben porte... poi, il limite di seguire un traduttore, è che non si sa bene chi quest'ultimo segua... mica sono io a scegliermi i libri, sono loro a scegliere me! Ma finora sono stato fortunato, devo ammetterlo (e anche loro, hi hi hi)... soprattutto susan musgrave è un'autrice che sono onorato di aver potuto tradurre, e sono fierissimo del risultato... e bada che sono spietatissimo con me, scherzi a parte non sono mai sicuro di quel che sto facendo fino al giorno della consegna... anzi, finché non stringo in mano il libro stampato! Ma l'insicurezza per il traduttore è un po' una virtù, no? :-)
mi spiace solo di non tradurre mai dal francese, lingua che conosco forse meno ma che amo tantissimo...
un bacio, grazie per la "visita"!

VitaVagabonda ha detto...
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VitaVagabonda ha detto...

Ehi ma guardate - l'ho visto per primo io 'r libro e qui a Livorno, e guai a chi dice che qui e` tutto un buo e 'un c'e` mia una libreria perche' una libreria c'e` e mia tutti i libri sono scritti da Totti. Quarcosa e` scritto da 'r Papa. E poi e` tutto rosa. 'R libro, dico, 'un Livorno, de`. Wendell

Giuseppe Iacobaci ha detto...

Vero che è carina quella copertina tutta rosa? Ma... eeh, si vede una robetta giù... che porcellini questi grafici! Come dite? Saranno gli slip? Mmoh...
Lo certifico, Wenduzzo è stato il primo a vederlo, quando neanche sapevo che fosse uscito...
P.s. : Un ameWicano che scWive in livornese è la cosa più deliziosa del mondo! Wenduz, quando vieni a trovarmi qui in Sicilia portami una copia del Vernacoliere!!