lunedì 23 gennaio 2006

L'invenzione di un albero



Musica leggera, musica di grandissimo peso. Musica sottile e profonda. Parole sapide che tu prendono per mano in un girotondo e non si sa dove ti porteranno. Buonsenso e giocosità, sguardo attonito e attento, gioia di vivere e malinconia.
Ho scoperto un cantautore che si chiama come un albero e che scrive canzoni semplici e bellissime, capaci di colpire subito al cuore e di restare impresse a lungo, imprigionando l'ascoltatore in una spirale di visioni e di sogni.
Lui si chiama Pino Marino -o Pinomarino tutto unito, così preferisce lui- e vi consiglio caldamente i suoi cd (in particolare gli ultimi due, "Non bastano i fiori" e "Acqua luce e gas") specialmente se avete nostalgia dei cantautori alla De André o Rino Gaetano, e se amate artisti delle ultime generazioni come Afterhours, Cristina Donà, Marco Parente.
I testi di Pinomarino sono visionari, sognanti, a volte naif come filastrocche per bambini, spesso profondi e attoniti come la migliore poesia (ammesso ci sia differenza); "impregnati", più che "impegnati", di vita e di magia. Eccovi qui di seguito, per farvi un'idea, le parole di tre suoi brani che non smetto mai di ascoltare.



PALLE DI POLVERE

tu non hai bisogno di niente
tu non hai bisogno nemmeno di me
il resto è palle di polvere
e milioni di parole
sempre a un passo da te
poi milioni di anni luce
da rincorrere
magari anche di stelle
ma pur sempre polvere

io non ho bisogno di niente
io però
avrei solo bisogno di te
il resto e' palle di polvere
e milioni di parole
sempre a un passo da me
poi milioni di anni luce
da rincorrere
magari anche di stelle
ma pur sempre polvere

in un dirupo di frasi scadute
scivola il culo del mondo
in un maneggio di curve obbligate
scivola il tempo da sempre

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I FIORI

Paura che
qualcuno da sopra
possa ridere
di me

acrobata
mica pilota di avventura
col filo vado
su e giù

la sabbia sotto
la sabbia sotto è dura
se cado
non torno su

I fiori, i migliori fiori
non bastano a coprire l'odore
dei limoni, dei migliori limoni
l'aspro segna il palato
più del dolce
stessa sorte del grano
con la falce
E i vapori, i migliori vapori
del miglior minestrone, ad esempio
non bastano a coprire l'odore
del catrame, del miglior catrame
passato da poco
in lunghe strisce di asfalto
che portano altrove
che portano a un altro
paese

Però anche lì i rumori
anche un solo rumore
rompe l'incanto dei suoni
così come l'istinto
intere legioni di buone intenzioni
e i dolori
anche un solo dolore
pesa sul cuore
più di cento bandiere
di gloria e piacere

Allora l'asfalto
la lunga striscia di asfalto procede
raggiunge nuove persone
che ridono insieme
che ridono al sole
però anche lì un bambino
anche un solo bambino che piange
ruba dai visi i sorrisi
e anche il sole si nasconde
in lunghe strisce di nuvole nere e tutti intorno a guardare
tutti intorno a capire
inchinati sul mondo
con qulcosa da dire...

I fiori
i migliori fiori
non bastano i fiori

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CENTRIFUGA E RISCIACQUO

chiari, sono più belli e chiari
gli occhi tuoi più di ieri
ed io li guardo solo
un po' come un aeroplano
passato sul divano
pieno di voci e solo
Nessuno che comanda
vederlo in aria è strano
e infatti passa un treno
che gioca col destino
binario e galleria
rosa di casa mia
posata sul divano
venduta da un indiano
Portami ancora agli occhi
occhi più belli e chiari
distrattamente amari
rubati dai corsari
nel mare di sapone
che risalendo il fiume
ritrova la ragione
centrifuga e risciacquo
e il viaggio dentro a un sacco
di plastica e mistero
Che rimaniamo soli che rimaniamo soli
che rimaniamo soli che rimaniamo soli
a ricordare i nomi
e rimaniamo soli e rimaniamo soli
e rimaniamo soli a ricordare i nomi
nessuno che comanda

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