giovedì 10 marzo 2005

Be sweet*

Un paio di giorni fa è stata la festa della donna. Un giorno nel quale ho sempre creduto, tantissimo. Forse perché sono cresciuto con due sorelle maggiori che, essendo bambino, ammiravo ma a volte non capivo, mi stupivano con la loro forza, testardaggine, imprevedibilità, fragilità, determinazione. Io adoro le donne. Le adoro fisicamente, mentalmente, ho un culto e una passione totale per ogni singola donna al mondo. A volte la bellezza di due occhi neri mi stordisce. A volte mi dico che vorrei avere una vita per sposare ogni donna che vedo. Ma poi che senso avrebbe, la vita, se non fosse una sola? Che poesia ci sarebbe, se non ci si potesse donare con tutto quel che si ha e si è, a una persona sola?
Le donne sanno essere bruttissime, stupide, grette a volte. Stronze. Competitive fino all'assurdo. Brutte dentro. Come gli uomini, solo che per gli uomini non è un'eccezione. Noi siamo brutti, stupidi, gretti, sempre. Non avremmo costretto a un ruolo subalterno le nostre sorelle, madri, mogli, se non lo fossimo.
Eppure l'uomo saprebbe capire le donne, essere gentile, guardare negli occhi, ammirato, e abbassarli, intimidito; donare fiori, aprire la portiera, far passare, sorridere senza secondi fini. Non è una cosa d'altri tempi, non è una cosa inutile né (come sosterrebbero alcuni bontonisti del mondo moderno) offensiva. È un bisogno. Nostro e del mondo. Il bisogno di mettere le donne al centro di ogni cosa. Ma lo dimentichiamo, richiudendoci nella nostra corazza, come si dimentica di fare una passeggiata ogni tanto, di disegnare o di scrivere poesie. Quasi che la vita potesse offrire chissà che altro di più importante...
Credo molto in questo giorno, più di quanto non ci credano molte donne che conosco.
Ci credo nonostante si faccia di tutto per trasformarlo in qualcosa di idiota, e nonostante molte donne facciano di tutto per renderlo una giornata vuota. Spogliarelli. Che cazzo c'è da guardare, poi? Siamo brutti, noi uomini. Non era una giornata di presa di coscienza, questa? Non era una commemorazione? Non era un giorno in cui alzare lo sguardo e guardarci negli occhi, fiere, per ricordarci che siete immensamente meglio di noi? E invece lo abbassate, a guardare quel ridicolo pisello dello spogliarellista. E infatti poi vi vedo: ridete, a quel tavolo. E allora vi ritrovo, donne, nel vostro splendore. Un uomo che guarda uno spogliarello è una scena tristissima, voi donne siete splendide anche lì.
Però, vi prego, non inariditevi. Non imitate gli uomini. Ridete di noi, metteteci alla berlina. Trovate una nuova strada per il successo. Non entrate in competizione con l'uomo. Sovvertite le regole del gioco, correte in un'altra direzione, stupiteci, lasciateci col fiatone, chilometri indietro. Non accettate le nostre gabbie in doppiopetto. Non gioite della parità che vi permette di indossare una divisa. Usate il vostro essere donne per bruciare ogni divisa. Costringeteci a imitare, noi, voi. Contagiateci la vostra dolcezza.
È proprio questa, l'unica cosa che vorrei dire.
È questa forse la nuova battaglia, da portare avanti, in giornate come questa. Creare un mondo a forma di donna, in cui sia l'uomo a dover capire, essere all'altezza, inseguire. Sarebbe un mondo molto migliore.
E poi, soprattutto, subito: salvaguardiamo la dolcezza delle donne. Nelle case, per le strade, nel mondo frettoloso degli uffici, in televisione: per favore, salvaguardiamo la dolcezza delle donne. Diamo importanza, responsabilità, fiducia, parità. Ma sopra a ogni altra cosa, proteggiamo le donne dall'aridità. Preserviamo la magia, coltiviamo la poesia, sempre. Facciamo tutto il possibile per permettere alle nostre amiche, madri, sorelle, di effondere la loro straordinaria luce sul mondo.

*Afghan Whigs

1 commento:

Anonimo ha detto...

(ricevuto via e-mail da Diana)

Ciao Giuseppe,
Non sono risucita ad inserire un commento a questo post, mi da una pagina grigia vuota, per gli altri post invece funziona bene.
Allora ti scrivo qui per dirti che hai scritto un post bellissimo, che hai perfettamente ragione, capisci il giorni della donna molto meglio di tante donne, me inclusa direi !
Aspetto il mio primo bambino ed è un periodo stupendo, nel quale diventa cosi palese l'assurdità per una donna di voler diventare come gli uomini. Mi sento privilegiata in questi mesi, nei confronti del mio compagno e anche in questi tempi di referendum nei confronti delle donne che hanno bisogno della fecondazione assistita.

Grazie di cuore,
diana