pussy willow that smiled on this leaf?
When I was alone you promised the stone from your heart
my head kissed the ground
I was half the way down, treading the sand
please, please, lift a hand
I'm only a person whose arm bands beats
on his hands, hang tall
won't you miss me?
Wouldn't you miss me at all?
The poppy birds way
swing twigs coffee brands around,
brandish her wand with a feathery tongue
my head kissed the ground
I was half the way down, treading the sand
please, please, please lift the hand
I'm only a person with Eskimo chain
I tattooed my brain all the way...
Won't you miss me?
Wouldn't you miss me at all?
C'è chi non lo sa, ma sul finire degli anni '60 esisteva una band chiamata Pink Floyd, solamente omonima di quella nota in tutto il mondo per The Wall o The Dark Side of The Moon. Una band dai suoni ricercatissimi e assurdamente strani, ma mai limpidi e leccati; una band la cui musica non serve per provare le casse delle autoradio, che non è mai stata prodotta da Alan Parsons, che non è mai arrivata a fare tour mondiali da tutto esaurito.
I Pink Floyd di cui vi parlo scrivevano canzoncine buffe, cantilene dai titoli come "See Emily Play" o "Bike", e assurdi paesaggi astrali basati sui crescendo, sui silenzi, gli echi e i suoni generati dalle geniali buffe diavolerie tecnologiche dell'epoca.
La band di cui parlo, e che è solo omonima dei Pink Floyd multimilionari noiosi e bolliti di The Division Bell, erano una creatura colorata e divertente, curiosa e imprevedibile.
Il loro leader, Syd, non era un diamante pazzo, ma un globo oscuro di genialità e solitudine.
Syd si ammalò di una malattia terribile, molto più diffusa di quanto non si creda, una malattia chiusa dietro alle mura di molte delle nostre case, una malattia di cui non si parla mai, la malattia della signora con gli occhi azzurri e la pelliccia ingiallita che grida ai ragazzini che le tirano i sassi e del vecchio con i sacchetti che cammina per la strada e parla con i fantasmi. La vecchia maledetta puttana schizofrenia, quella che molti chiamano semplicemente pazzia, ma che della cosiddetta "pazzia" non è che una delle mille possibili facce.
Si richiuse progressivamente in sé stesso, Syd, in un suo mondo dove nessuno poteva più entrare. Ai concerti di allora nei piccoli club, saliva sul palco e non suonava, guardava fisso per aria ed era come se non ci fosse più nessuno. Da quell'isolamento non sarebbe uscito mai più.
It's an idea, someday
in my tears, my dreams
don't you want to see her proof?
Life that comes of no harm
you and I, you and I and dominoes, the day goes by...
You and I in place
wasting time on dominoes
a day so dark, so warm
life that comes of no harm
you and I and dominoes, time goes by...
Fireworks and heat, someday
hold a shell, a stick or play
overheard a lark today
losing when my mind's astray
don't you want to know with your pretty hair
stretch out your hand, glad feel,
in an echo for your way.
It's an idea, someday
in my tears, my dreams
don't you want to see her proof?
Life that comes of no harm
you and I, you and I and dominoes, the day goes by...
I Pink Floyd, la splendida imperfetta buffa geniale creatura di cui vi parlo, finirono lì, dopo un album o due. Barrett ebbe il tempo di dare alla luce un paio di album veri e propri, e un terzo fatto di materiale recuperato dalle session.
E la band in questione sarebbe stata presto dimenticata come tantissime altre band dell'era psichedelica, se non fossero stati subito soppiantati da una band molto differente, dallo stesso nome e dalla formazione quasi identica. Quasi.
Syd Barrett, il ragazzino solitario che faceva la differenza tra il genio e la sua imitazione, è morto venerdì scorso, il sette luglio. La notizia è stata diffusa solo oggi. Non mi va adesso di scrivere banalità retoriche su di lui e sugli angeli morti del rock, né di chiudere con un finale fintoconsolatorio dicendo che in fondo Syd ci aveva lasciati qui da soli sul pianeta terra già trent'anni fa, che era già altrove. Vi invito soltanto, se davvero non conoscete la fragile band di cui vi ho parlato e il suo pifferaio magico, a provare. Sì, provate a digitare semplicemente la parola "Dominoes" sul vostro e-mule o su itunes. O "Dark Globe", o "Lucifer Sam", o "interstellar overdrive". O cliccate sul titolo di questo post e pescate a caso tra i titoli che troverete.
Quanto a me, io vado a riascoltarmi "Dominoes".
E a sperare per lui che il cielo esista, e sia più tenero di questa fottuta terra.
8 commenti:
Bellissimo post, forse il più bell'articolo che io abbia avuto modo di leggere dopo la morte di Barret!
Personalmente amo svisceratamente anche i Pink Floyd "postumi" all'abbandono forzato di Barret (almeno fino a The Final Cut), ma ho sempre sostenuto anch'io che "The Piper At The Gates Of Dawn" sia non solo un punto di partenza dei Pink Floyd bensì la loro "implosione": c'è già tutto dentro, soltanto, poi, gli altri Pink sono riusciti a farlo splendidamente esplodere in tutte le sue sfaccettature per anni ed anni...
P.S.
Grazie per il commento al mio post sulla tavola calda catanese!
Ciao!
Mario - Tremori
my blog: http://tremori.splinder.com
Sì, bel post.
E comunque mi associo, Syd è stato l'artefice dell'unico disco buono dei Floyd, a parer mio.
Questo è un post che volevo commentare. Sono già quattro volte che volevo commentare, ma non resco a scrivere niente di degno.
Grazie a tutti.
@ Jaba: la parola "degno" è fuori dal mio dizionario, davvero non la uso mai. ;-) Quanto al dire e al non sapere cosa dire, anche quello ti rende onore, in un mondo dove tutti ritengono di avere sempre qualcosa da gridare; ma il merito è della tua misura, non dei miei semplicissimi post, che saranno anche carini ma non certo "da sindrome di stendhal". ;-))
Torna a trovarmi quando vuoi.
The black and green scarecrow
as everyone knows
Stood with a bird on his hat
and straw everywhere
He didn't care....
He stood in a field where barley grows.
His head did no thinking his arms didn't move
Except when the wind cut up rough
And mice ran around on the ground
He stood in a field where barley grows
The black and green scarecrow is sadder than me
But now he's resigned to his fate
'Cause life's not unkind
He doesn't mind
He stood in a field where barley grows.
oh, che bella... sì, mi piace TANTO the scarecrow, c'è proprio l'essenza barrettiana dentro e poi mi sento un po' spaventapasseri anch'io.
Sai che un gruppo di Siracusa, i Fiaba, senza saperlo (così dicono) ha fatto un brano che dice un po' le stesse cose?
Guarda bambino lo spaventapasseri! Spiega le braccia come fossero ali, vorrebbe nuotare nel cielo come quei dannati piccoli animali.
Guarda bambino lo spaventapasseri! Sopporta mille e più tormenti e da quel cielo così anelato beffa di passero gli escrementi.
Guarda bambino lo spaventapasseri! Spiega le ali come fossero braccia, aspetta il tempo della caccia così che loro non ridono più...
Guarda bambino lo spaventapasseri! Guardalo ora mentre sei bambino e non sei come il contadino che li abbandona in mezzo al campo...
Guarda bambino lo spaventapasseri! Lui non ha fatto niente di male, la sola colpa è che desidera,
e il desiderio suo è volare.
Ora che hai visto lo spaventapasseri, non devi chiedere ne domandare, ora tu sai che in questo mondo
è colpa grave desiderare.
Ed io che sono uno spaventapasseri, io che paura non volevo fare...
ma sono loro che mi fanno rabbia e non li posso sopportare, li devo scacciare!
Ora che sono uno spaventapasseri, non che il lavoro mi piaccia tanto, ma io di qua non mi muovo, spavento i passeri e me ne vanto...
Solo un piccolo appunto... Alan Parsons non ha mai prodotto un album dei Pink Floyd. Per "Dark side..." ha fatto l'ingegnere del suono, non il produttore!!!!
Apprezzo i Pink Floyd anche se non il conosco profondamente... ma Alan Parsons, sì, è un grande e non solo come ingegnere del suono.
Saluti
beh, ero certo che qualcuno avrebbe trovato qualche "falla"; in realtà credo ce ne siano altre, ma non è questo che conta, era solo un omaggio a un amico scomparso. quanto ai gusti musicali, ognuno ha i suoi, c'è poco da dire... alan parsons, devo dirti, a me non piace, e rappresenta quella quota narcisista e compiaciuta-zuccherina-esoterica (ma esoterismo da cerchi nel grano e documentari patacca su stonehenge, di cui parsons è suo malgrado da sempre stato adottato come colonna sonora; incolpevolmente, ma fino a un certo punto, ché quelle canzoni in fondo sono, nella loro stessa essenza, presi a sé, un po' dei documentari patacca su stonehenge) che ho sempre amato poco. per me i floyd sono quelli dei primi album, magari di animals e di atom heart mother, quelli che ricercano suoni ma che non ci si masturbano sopra... questa la mia, no, non opinione; la mia visione e la mia digestione di pancia sulla musica in oggetto; con pieno rispetto per la tua, ovviamente... grazie per la visita, torna a trovarmi!!
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