Ci vorrebbe un manuale per imparare ad essere Cesco... per far quel che si vuole senza sapere di volerlo, largheggiare in acque piane a riva d'emozioni e incontri, alla larga dal largo, ordinare al mare di nuotarti lui, se ci tiene, di imparare a star sotto e galleggiarti, ma con cortesia e senza dirlo, lasciarsi andare in platonici viaggi interplanetari e interpersonali, fughe e fighe, maghe e gighe, gitanti gitani e rullar battente di canne tambure, armonare le fise, limonar elise, scoprire pianeti a forme d'onna e ritrovarle inebrianti fra le gambe, intossicanti, orbitanti, fluttuanti come nastri roteanti tanti intorno, geografie umane e ricci sconditi, profumo di alga e di olga, di marina e di fiumana, fumi d'accidente e sbronze d'oriente, stronze, ammantate di funghi variopinti e fanghiglie, pulite e sciacquate, pelose e pitonesse, intartarate di vita, ammorbate di miasmi variopinti da variopittori monocromi, monolocali vitto e muffa gratis, e fortuna, chiamare fortuna l'allegro scivolare dei giorni, delle sere gratis, del cielo non ancora imbottigliato, insonni notti e giorni in sonno, giusto premio per l'attesa, è tutto un premio per l'attesa, finché voglio ci sto, e, quando proprio ho voglia di voler non starci, c'esco: cesco.
*Tom Waits
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